Una lettera dell’Avv. Bruno Angeletti

Pubblichiamo una lettera inviata dall’Avv. Bruno Angeletti nel settembre 1950 al Prof. Carlo Lodovico Ragghianti, uno dei massimi storici, critici e teorici dell’arte italiana del ‘900.
La lettera proveniente da Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Lucca, Archivio Carlo Ludovico Ragghianti, Attività politica, b. 14, fasc. 5., ci è stata consegnata dal prof. Roberto Balzani.
Si tratta di una importantissima e lucida analisi fatta dall’Avv. Angeletti sulla situazione politica a livello nazionale e non solamente, dunque, forlivese e romagnola. Vengono riportati molti passaggi che nel corso degli anni portarono dalle prime manifestazioni di antifascismo alla nascita del vero e proprio movimenti di Resistenza.

“Fervente antifascista fin dai banchi del liceo, a partire dal 1934, grazie anche agli studi che lo portano a viaggiare molto nel Paese, Ragghianti assume un ruolo molto importante nel ritessere i collegamenti tra i nuclei dispersi dell’opposizione di segno liberale, democratico e socialista. Stabilisce infatti relazioni politiche con Ugo La Malfa, Ferruccio Parri e gli ambienti antifascisti torinesi gobettiani e di “Giustizia e Libertà” (movimento al quale egli stesso si richiama), e ne favorisce l’incontro con i liberalsocialisti di Aldo Capitini e Guido Calogero attraverso i convegni clandestini svoltisi a Bologna nel dicembre del 1939 e ad Assisi nel maggio del 1940. Lungo questo percorso Ragghianti diviene uno dei fondatori del Partito d’Azione, del quale redige, nel dicembre del 1941, il primo documento programmatico, i cosiddetti Sette punti, approvati nel luglio del 1942. Frattanto, nel mese di marzo, Ragghianti è arrestato a Modena (dove il regime gli ha imposto il soggiorno obbligato dal 1940) nel quadro dell’operazione di polizia che colpisce il movimento liberalsocialista. L’iniziale condanna al confino è commutata in ammonizione, ma nell’aprile del 1943 è nuovamente imprigionato; denunciato al Tribunale speciale, è liberato il 26 luglio 1943 a seguito della caduta del fascismo.
Posto alla guida del Comitato militare incaricato di organizzare la Resistenza azionista in Toscana, è fondatore delle Brigate Rosselli, di cui ha il comando fino al giugno del 1944, quando cede l’incarico a Nello Niccoli, mantenendo però il ruolo di commissario di guerra. In agosto assume la presidenza del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) toscano e guida il governo provvisorio che dirige l’insurrezione contro i nazifascisti a Firenze, insorta e liberatasi l’11 agosto 1944, prima dell’intervento degli Alleati.
Sottosegretario alla Pubblica istruzione – con delega alle Belle arti e allo Spettacolo – nel governo Parri (1945), prende provvedimenti incisivi per la ricostruzione del patrimonio artistico nazionale e avvia importanti interventi. Durante il primo congresso nazionale del Partito d’Azione, nel febbraio del 1946, è con la minoranza che lascia il partito, e segue Parri e La Malfa nel Movimento della Democrazia Repubblicana. Dopo le elezioni dell’aprile del 1948 prosegue il proprio impegno politico soprattutto in ambito culturale”.
^Cit. Fonte fondazoneragghianti.it

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